Bilancio di Genere del Comune
Il presente Bilancio di Genere è stato elaborato analizzando i dati forniti dal Comune, con l’obiettivo di offrire una panoramica trasparente e dettagliata delle politiche, delle azioni e dei risultati relativi alla parità di genere, come richiesto dalla normativa vigente. Il documento è destinato ad amministratori, funzionari pubblici e cittadini, per promuovere la consapevolezza e orientare le future strategie.
Sintesi delle politiche dichiarate
Il Comune dimostra un chiaro impegno verso la parità di genere, basando il proprio quadro normativo sulla Direttiva 2014/102/UE, sul D.Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità) e sulla Legge 162/2021 sulla parità di genere nella Pubblica Amministrazione. La metodologia adottata per l’analisi si avvale di dati disaggregati per genere provenienti da fonti autorevoli come ISTAT e ANPAL, utilizzando indicatori coerenti con la letteratura internazionale e le Best Practices europee.
Gli obiettivi strategici dichiarati sono ambiziosi e mirano a:
- Raggiungere la parità di genere nella Pubblica Amministrazione entro il 2030.
- Ridurre il divario salariale.
- Incrementare la rappresentanza femminile in posizioni apicali.
- Migliorare la conciliazione vita-lavoro.
- Contrastare le discriminazioni e le violenze di genere.
La riclassificazione della spesa segue i criteri EIGE, distinguendo tra aree direttamente inerenti al genere (es. Spese per Pari Opportunità, Centri Antiviolenza, politiche di conciliazione, servizi per l’infanzia, progetti di empowerment, formazione e sensibilizzazione), aree indirettamente sensibili al genere (es. servizi educativi, sociali, cultura, trasporti, sanità, lavoro) e aree neutre (es. servizi generali e spese istituzionali). Per l’anno 2024 sono stati allocati fondi specifici per le aree dirette. La sintesi dei divari rilevati internamente evidenzia una rappresentanza femminile nella PA al 48%, un divario salariale medio del 12% a sfavore delle donne, una concentrazione femminile in settori a minore remunerazione, un tasso di disoccupazione giovanile femminile superiore di 2 punti rispetto ai maschi e un’accessibilità limitata ai servizi di conciliazione in alcuni territori.
Analisi delle statistiche ISTAT e dei dati comunali
L’analisi dei dati statistici disaggregati per genere rivela diverse dinamiche significative:
- Popolazione residente e dinamiche demografiche: Nel 2025, la popolazione mostra una leggera maggioranza femminile (51.67% donne vs 48.33% uomini). Le dinamiche demografiche del 2024 indicano un saldo naturale negativo (25 nati vs 74 morti) ma un saldo migratorio positivo (206 entrate vs 135 uscite), portando a una lieve crescita complessiva.
- Struttura familiare e stato civile: I dati del 2020 sui nuclei familiari evidenziano la presenza di famiglie unipersonali (31), coppie sposate (17), coppie conviventi (23) e famiglie monogenitoriali (10). È assente il dato disaggregato per madri e padri soli con figli, rendendo difficile una valutazione di genere specifica. Per quanto riguarda lo stato civile (2025), si osserva un numero significativamente più alto di donne vedove (386) rispetto agli uomini vedovi (79), con una differenza del 388% a sfavore delle donne, evidenziando una potenziale maggiore vulnerabilità sociale ed economica per questa fascia di popolazione femminile. Si registrano anche più donne divorziate (106) rispetto agli uomini (91).
- Livelli di istruzione: Nel 2024, le donne mostrano livelli di istruzione superiori più elevati rispetto agli uomini, con 133 donne laureate contro 108 uomini (differenza del 23%) e 304 donne con post-laurea contro 198 uomini (differenza del 53.5%). D’altra parte, si registra un numero maggiore di donne con licenza elementare (458 donne vs 312 uomini, differenza del 46.7%) e un numero maggiore di uomini con licenza media (945 uomini vs 829 donne, differenza del 14%).
- Occupazione e disoccupazione: Nel 2024, l’occupazione maschile supera significativamente quella femminile, con 1346 uomini occupati contro 1088 donne occupate (differenza del 23.7%). Parallelamente, la disoccupazione femminile è superiore a quella maschile, con 72 donne disoccupate contro 61 uomini (differenza del 18%). Il tasso di occupazione femminile (82.63%) è inferiore a quello maschile (86.62%), con una differenza di quasi 4 punti percentuali. Questi dati confermano i divari dichiarati nella sintesi narrativa.
- Reddito e PIL: Il reddito medio pro capite nel 2023 è di €17189.02, mentre il PIL provinciale pro capite (Lucca) è di €36422.25. Non sono disponibili dati disaggregati per genere per questi indicatori, rendendo impossibile un’analisi del divario di genere.
- Servizi alla persona e sociali: La copertura dei servizi per la prima infanzia è del 45.61%, e l’utilizzo dei servizi educativi è del 66.88%. L’utilizzo dei congedi di paternità è molto basso, attestandosi al 9.29% per il congedo di paternità e al 5.54% per l’utilizzo complessivo dei congedi parentali e di paternità, suggerendo una scarsa partecipazione maschile nella cura familiare.
- Partecipazione nella Pubblica Amministrazione: La composizione di genere dell’organico comunale mostra una significativa maggioranza femminile (76.94%). Le donne ricoprono il 52.72% delle posizioni dirigenziali e l’87.92% delle posizioni di responsabilità nelle unità organizzative. Tuttavia, si evidenzia un “soffitto di cristallo”: la rappresentanza femminile negli organi di indirizzo politico (Giunta, Consiglio, Commissioni) è solo del 18.97%, e la presenza femminile nella prima linea di riporto al vertice è estremamente bassa, al 2.53%. Anche le donne con deleghe di spesa e responsabilità di budget sono solo il 26.32%.
- Divario retributivo interno: Vi è una contraddizione tra quanto dichiarato nella sintesi dei divari (divario salariale del 12% a sfavore delle donne) e i dati specifici forniti (3.10.1 – Analisi del divario retributivo di genere a parità di mansione: 99.33%; 3.10.3 – Remunerazione variabile, incentivi e criteri di trasparenza: 99.15%). Questi ultimi valori suggerirebbero una quasi totale parità retributiva interna. Questa discordanza necessita di chiarimenti. Le promozioni e gli avanzamenti di carriera per genere sono al 28.28%, indicando una disparità significativa.
- Appalti e contratti: L’integrazione delle clausole di parità nelle procedure di gara è al 41.75%, mentre le imprese aggiudic