Bilancio di Genere del Comune

Il presente Bilancio di Genere è stato redatto per fornire una panoramica delle politiche, degli obiettivi e dei risultati conseguiti dal Comune in materia di pari opportunità, analizzando dati demografici, socio-economici e gestionali disaggregati per genere. Il documento si propone di essere uno strumento di trasparenza e rendicontazione per amministratori, funzionari e cittadini, in linea con il quadro normativo vigente e le migliori pratiche internazionali.

1. Sintesi delle politiche dichiarate

Il Comune si impegna attivamente per la parità di genere, basando il proprio operato sulla Direttiva 2014/102/UE, il D.Lgs. 198/2006 (Codice delle pari opportunità) e la Legge 162/2021. La metodologia adottata per l’analisi dei dati è robusta, prevedendo la raccolta da fonti quali ISTAT, Anpal e banche dati regionali, con disaggregazione per genere e l’utilizzo di indicatori coerenti con la letteratura internazionale e le Best practices europee.

Gli obiettivi strategici dichiarati dal Comune sono ambiziosi e includono:

  • Il raggiungimento della parità di genere nella Pubblica Amministrazione entro il 2030.
  • La riduzione del divario salariale.
  • L’incremento della rappresentanza femminile in posizioni apicali.
  • Il miglioramento della conciliazione vita-lavoro.
  • Il contrasto alle discriminazioni e violenze di genere.

Per quanto riguarda la riclassificazione della spesa, il Comune segue i criteri EIGE, suddividendo le voci di bilancio in aree direttamente inerenti al genere (es. Spese per Pari Opportunità, Centri Antiviolenza, Politiche di conciliazione vita-lavoro, Servizi per l’infanzia, Progetti di empowerment femminile, Formazione e sensibilizzazione sul genere), aree indirettamente inerenti o sensibili al genere (es. Servizi educativi, Sociale, Cultura, Trasporti, Sanità e salute, Servizi per il lavoro e l’occupazione) e aree neutre (es. Servizi generali, spese istituzionali).

Il Comune stesso rileva divari significativi, tra cui una rappresentanza femminile nella PA al 48%, un divario salariale medio del 12% a sfavore delle donne, la concentrazione femminile in settori a minore remunerazione, un tasso di disoccupazione giovanile femminile superiore di 2 punti rispetto ai maschi e un’accessibilità limitata ai servizi di conciliazione in alcuni territori.

2. Analisi delle statistiche ISTAT

L’analisi dei dati statistici ISTAT disaggregati per genere rivela diverse tendenze e squilibri significativi nel contesto comunale:

  • Popolazione residente e dinamiche demografiche (2025): La popolazione comunale è composta per il 51.67% da donne e per il 48.33% da uomini, una distribuzione relativamente bilanciata. Tuttavia, si osserva un basso tasso di natalità (25 nati nel 2024) e un alto tasso di mortalità (74 morti nel 2024), con un indice di vecchiaia elevato (96.26 nel 2025), indicando una popolazione in invecchiamento. Questo contesto demografico può influenzare la domanda di servizi sociali e di cura.
  • Stato civile (2025): Si evidenzia un divario significativo nel numero di persone vedove: 386 donne contro 79 uomini. Le donne sono quasi cinque volte più frequentemente vedove rispetto agli uomini, un dato che può avere importanti implicazioni socio-economiche e di necessità di supporto.
  • Livelli di istruzione (2024):
    • Le donne mostrano una maggiore propensione a detenere titoli di studio superiori: 133 laureate contro 108 uomini laureati (23% in più di donne) e 304 donne con post-laurea contro 198 uomini (53% in più di donne).
    • Al contempo, le donne sono più rappresentate tra chi ha la licenza elementare (458 donne contro 312 uomini, un 46.7% in più di donne), mentre gli uomini sono più numerosi tra chi ha la licenza media (945 uomini contro 829 donne, un 14% in più di uomini). Questi dati suggeriscono una polarizzazione nei livelli di istruzione femminile, con maggiore rappresentanza sia ai livelli più bassi che a quelli più alti.
  • Occupazione e disoccupazione (2024):
    • Il numero di uomini occupati (1346) supera significativamente quello delle donne occupate (1088), con un divario del 23.7% a favore degli uomini.
    • Le donne registrano un numero maggiore di disoccupate (72) rispetto agli uomini (61), con un divario del 18% a sfavore delle donne. Questo si traduce in un tasso di occupazione femminile (82.63%) inferiore rispetto a quello maschile (86.62%).
    • Anche le donne inattive sono leggermente più numerose (157) rispetto agli