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Bilancio di Genere — Comune di San Casciano in Val di Pesa

Pubblicato
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Bilancio di
Genere

Comune di San Casciano in Val di Pesa

Anno di Riferimento 2025
Data Generazione 07/07/2026 13:50

Indice del Documento

INTRODUZIONE E METODOLOGIA

1.1 Metodologia adottata

Metodologia Descrizione Fonte
Gender Mainstreaming Integrazione prospettiva di genere in tutte le fasi del ciclo di bilancio Linee guida PCM
Riclassificazione Suddivisione spesa: Diretta, Sensibile, Neutra Bilancio Ente

L’approccio metodologico adottato dall’Ente per la redazione del presente Bilancio di Genere si fonda sul paradigma del gender mainstreaming, inteso come il processo di valutazione delle implicazioni di qualsiasi azione pianificata, comprese la legislazione, le politiche e i programmi, per le donne e gli uomini in tutti i settori e a tutti i livelli. La metodologia non si limita a un’analisi descrittiva, ma articola una riclassificazione contabile rigorosa che permette di evidenziare come le risorse pubbliche non siano neutre rispetto al genere. Attraverso l’incrocio tra dati socio-demografici esterni e dati di performance interna, l’Ente è in grado di mappare le asimmetrie e di orientare le scelte di Giunta verso una maggiore equità. Questo processo metodologico è in costante evoluzione, adattandosi alle nuove direttive nazionali e agli standard internazionali di rendicontazione, garantendo che ogni voce di spesa sia analizzata per il suo potenziale impatto sulle pari opportunità.

Le cause che rendono necessaria questa metodologia risiedono nella storica invisibilità delle disparità di genere all’interno dei documenti contabili standard. Spesso, la neutralità formale del bilancio nasconde un impatto differenziato che penalizza, di fatto, la componente femminile, sovraccaricata dai compiti di cura e meno rappresentata nei ruoli decisionali. Senza una metodologia di riclassificazione, il decisore politico rischia di perpetuare, anche inavvertitamente, discriminazioni strutturali, non riconoscendo come le politiche di welfare o di investimento infrastrutturale abbiano ricadute asimmetriche. L’adozione di questo approccio mira a superare tale opacità, rendendo espliciti i beneficiari ultimi delle politiche pubbliche e permettendo una correzione di rotta basata su evidenze empiriche.

Gli impatti di questa metodologia sulla cittadinanza sono profondi: una pianificazione consapevole permette di ottimizzare i servizi, riducendo il tempo speso dalle donne in attività di cura non retribuite e favorendo la loro partecipazione al mercato del lavoro. Internamente, l’adozione di tale strumento responsabilizza la dirigenza, introducendo indicatori di performance legati al genere che guidano la gestione delle risorse umane e la progettazione dei servizi. La trasparenza derivante dall’analisi dei dati consente inoltre un dialogo più efficace con gli stakeholder e le associazioni del territorio, creando un ecosistema in cui le politiche di parità non sono più un settore isolato, ma una lente trasversale attraverso cui leggere e interpretare l’intera missione dell’Amministrazione comunale.

  • 💡 Best Practice Ispirazionale: L’adozione di un “Bilancio di Genere Partecipativo” (modello sperimentato in alcune municipalità europee), dove la cittadinanza è coinvolta nella definizione delle priorità di spesa sensibili al genere attraverso assemblee consultive che analizzano i dati prodotti dal bilancio stesso.

1.2 Gli obiettivi strategici dell’Ente per la parità di genere

Premessa

La nota metodologica accompagna la redazione del Bilancio di Genere degli enti aderenti e costituisce il riferimento comune per la raccolta, la classificazione, la validazione e la lettura dei dati. Il modello è costruito per i Comuni, ma può essere adattato a pubbliche amministrazioni, atenei e aziende, mantenendo invariati i principi di confrontabilità, proporzionalità, trasparenza e miglioramento continuo. Il Bilancio di Genere non è un documento meramente descrittivo: è uno strumento di programmazione e rendicontazione che consente di verificare se politiche, servizi e risorse producono effetti differenziati su donne e uomini e, più in generale, su gruppi sociali con bisogni diversi. Per questo la nota combina tre dimensioni: lettura dei bisogni del territorio, analisi dell’organizzazione interna e riclassificazione delle risorse finanziarie.

Quali sono le funzioni del Bilancio di genere?

  • Funzione conoscitiva: costruire un quadro unitario e comparabile dei divari di genere presenti nel territorio e nell’organizzazione.
  • Funzione programmatoria: collegare evidenze, obiettivi di miglioramento e strumenti ordinari dell’ente, in particolare DUP, PIAO, bilancio, PEG, piano azioni positive e piani di performance.
  • Funzione rendicontativa: rendere visibili le risorse direttamente o indirettamente rilevanti per la parita e verificare i risultati ottenuti.
  • Funzione di trasparenza: pubblicare dati, indicatori e note metodologiche in formato comprensibile, accessibile e, ove possibile, aperto.

1. Finalità e riferimenti normativi

1.1 Finalità generali

L’ente adotta il Bilancio di Genere per integrare in modo stabile la prospettiva di genere nei processi di programmazione, gestione e rendicontazione delle politiche pubbliche. Gli obiettivi operativi sono i seguenti:

  1. misurare i divari di genere nel contesto territoriale, nell’accesso ai servizi e nella struttura organizzativa interna;
  2. riclassificare politiche e spese per rendere visibile il contributo delle risorse pubbliche alla parità di genere;
  3. orientare le scelte di programmazione e allocazione delle risorse verso obiettivi misurabili;
  4. rendere confrontabili i bilanci di genere tra Comuni e nel tempo.

1.2 Riferimenti normativi e di applicazione

Il quadro dei riferimenti andrà aggiornato a ogni edizione del Bilancio di Genere. Per la presente metodologia si assumono come base i seguenti riferimenti, con adattamento al tipo di ente:

Ambito Riferimento Normativo
Principi costituzionali Artt. 3, 37 e 51 Costituzione
Codice pari opportunità D.lgs. 198/2006
Lavoro pubblico e CUG D.lgs. 165/2001, art. 57
Bilancio di genere dello Stato Legge 196/2009, art. 38-septies
Parità nella PA D.L. 36/2022, art. 5, e Linee guida DFP-DPO
Appalti e PNRR/PNC D.L. 77/2021, art. 47, Decreto 7 dicembre 2021, D.lgs. 36/2023
Unione europea Strategia UE per la parità di genere 2020-2025; EIGE

Per i Comuni, il Bilancio di Genere deve essere raccordato con gli strumenti di programmazione e rendicontazione già esistenti, evitando duplicazioni documentali. Gli obiettivi di genere e le azioni positive devono essere coerenti con DUP, PIAO, bilancio di previsione, rendiconto, piano performance, piano azioni positive, programmazione dei servizi e documenti sulle società partecipate.

2. Modello teorico di riferimento

2.1 Gender mainstreaming e bilancio di genere

La metodologia adotta l’approccio del gender mainstreaming: la prospettiva di genere viene integrata in tutte le fasi del ciclo di policy – analisi dei bisogni, programmazione, allocazione delle risorse, attuazione, monitoraggio e valutazione – e non confinata alle sole politiche esplicitamente rivolte alle donne. In questo quadro, il Bilancio di Genere è lo strumento di gender-responsive budgeting che rende osservabile il rapporto tra bisogni, politiche, spesa e risultati. La lettura proposta supera l’approccio meramente contabile e si avvicina a un approccio di benessere: non conta solo quanto si spende, ma se le risorse pubbliche migliorano le condizioni di accesso, partecipazione, sicurezza, autonomia economica, conciliazione e rappresentanza di donne e uomini nelle diverse fasi della vita.

2.2 La lettura del dato

  • Centralità delle persone: l’unità privilegiata di osservazione è la persona (cittadino/dipendente), integrata quando necessario da nuclei familiari, beneficiari di servizi, organizzazioni, imprese aggiudicatarie e programmi di spesa.
  • Disaggregazione minima: i dati sono disaggregati per genere e, ove possibile, per età e cittadinanza. Ulteriori disaggregazioni consigliate riguardano disabilità, condizione occupazionale, tipologia familiare e territorio.
  • Approccio intersezionale: la lettura di genere considera il possibile cumularsi di svantaggi legati a età, disabilità, cittadinanza, reddito, carichi di cura, area interna/montana e accessibilità ai servizi.
  • Ciclo di miglioramento: l’assenza di un dato non interrompe il processo, ma genera un obiettivo di miglioramento della raccolta dati.
  • Modularità: il set minimo è comune a tutti gli enti; gli indicatori avanzati sono raccomandati per amministrazioni come i grandi comuni.

3. Perimetro di analisi e fonti

Il perimetro combina analisi esterna del territorio, analisi interna dell’ente, mappatura delle politiche pubbliche e riclassificazione della spesa. La piattaforma digitale consente di distinguere campi precompilati con fonti ufficiali da campi inseriti e validati dal Comune.

Area/dataset Oggetto dell’analisi Fonti principali
Contesto territoriale e demografico Popolazione, famiglie, istruzione, lavoro, reddito, stranieri, anziani, disabilità. ISTAT, MEF, Regione, Citta Metropolitana, ASL, CCIAA
Personale dell’ente Dipendenti per genere, categoria/area, full-time/part-time, posizioni apicali, smart working, congedi, progressioni, retribuzioni. Ufficio personale, sistema HR, contratti, PIAO, CUG
Servizi educativi 0-6 Posti autorizzati e occupati, iscritti per genere, tariffe, ISEE, liste d’attesa, orari Servizi educativi, gestionali nidi/infanzia.
Servizi sociali e sostegni Beneficiari per genere, tipologie di intervento, importi, povertà, disabilità, housing sociale Servizi sociali, SIUSS/SIA, SIOPE, bilancio
Conciliazione e tempi Orari dei servizi, servizi di conciliazione, mobilità e accessibilità temporale URP, servizi comunali, trasporti, servizi educativi
Rappresentanza e governance Consiglio, Giunta, Commissioni, partecipate, presidenze, CDA, organi di controllo Albo amministratori, organigramma, anagrafe participate
Appalti e clausole sociali Gare con clausole di parità, criteri premiali, imprese certificate UNI/PdR 125:2022, valore economico Portale trasparenza, ANAC, ufficio contratti, piattaforme appalti
Sicurezza e contrasto alla violenza Accessi ai servizi, protocolli, reti territoriali, azioni di prevenzione Centri antiviolenza, servizi sociali, Prefettura
Cultura, sport e tempo libero Utenti per genere ed età, iniziative a tema parità, equilibrio partecipativo Uffici cultura e sport, biblioteche, impianti comunali
Riclassificazione della spesa Missioni, programmi, capitoli, impegni, pagamenti, spese dirette/indirette/neutre Bilancio, rendiconto, PEG, SIOPE, ufficio ragioneria

3.1 Fonti interne

  • Database del personale e fascicoli HR aggregati;
  • bilancio di previsione, rendiconto, PEG, mandati, impegni e capitoli;
  • gestionali di servizi educativi, servizi sociali, mobilità, cultura, sport e URP;
  • atti di programmazione, regolamenti, policy di lavoro agile, contratti e piani di azioni positive;
  • albo pretorio, anagrafe amministratori, organigramma, dati delle società partecipate;
  • portale trasparenza, dati di gara, affidamenti, criteri premiali e clausole sociali;
  • eventuali questionari interni su clima organizzativo, percezione delle pari opportunità e linguaggio inclusivo.

3.2 Fonti esterne

  • ISTAT per popolazione, famiglie, istruzione, lavoro, stranieri, dinamiche demografiche e servizi educativi;
  • MEF e dati fiscali per reddito, contribuenti e indicatori economici;
  • SIOPE per spesa pubblica, in raccordo con bilancio e rendiconto dell’ente;
  • ANAC e piattaforme regionali appalti per gare, criteri premiali e aggiudicatari;
  • Regione, Città Metropolitana, ASL, Prefettura, Camere di Commercio e Centri antiviolenza per dati tematici integrativi.

3.3 Periodicità e serie storica

La periodicità ordinaria è annuale. Per ogni indicatore è richiesto, ove disponibile, un triennio t-2, t-1, t.

4. Metodo di riclassificazione della spesa

La riclassificazione della spesa ha lo scopo di collegare la struttura contabile dell’ente agli obiettivi di parità, evidenziando se e come risorse, programmi e servizi producano impatti differenziati. L’unità minima di classificazione può essere il capitolo, il programma, il progetto o il centro di costo, in base al livello di dettaglio disponibile nel sistema contabile.

4.1 Classificazione tripartita

Categoria Criterio
A. Spese direttamente inerenti al genere Interventi rivolti in modo esplicito a donne, uomini o gruppi sottorappresentati, o aventi come obiettivo principale la parità
B. Spese indirettamente inerenti o sensibili al genere Servizi universalistici o interventi generali che incidono diversamente su donne e uomini per bisogni, accesso, utilizzo o carichi di cura
C. Spese neutrali Spese per le quali non emergono obiettivi, destinatari o impatti differenziati rilevanti, sulla base delle informazioni disponibili

5. Sistema di indicatori

Il sistema di indicatori quantitativi è articolato in tre livelli di misurazione: contesto, output e outcome. Gli indicatori di contesto descrivono il territorio; gli indicatori di output misurano servizi, risorse e azioni erogate; gli indicatori di outcome osservano risultati, andamenti ed eventuali divari.

5.1 Indicatori qualitativi

Accanto agli indicatori quantitativi, la metodologia prevede indicatori qualitativi per misurare la maturità organizzativa dell’ente. Tali indicatori sono raccolti tramite campi aperti o checklist nella piattaforma e possono essere trasformati in punteggi di conformità solo se le definizioni sono condivise.

  • presenza di un piano strategico o obiettivi formalizzati per la parità di genere;
  • presidi organizzativi: CUG, referente pari opportunità, gruppo di lavoro intersettoriale, procedure di escalation;
  • adozione di linguaggio inclusivo nella comunicazione interna ed esterna;
  • formazione su stereotipi, bias, molestie, leadership inclusiva e valutazione di impatto di genere;
  • procedure per prevenzione e gestione di molestie, mobbing e discriminazioni;
  • partecipazione di stakeholder, consulte, associazioni, CAV, sindacati e comunità educante;
  • integrazione delle clausole di parità nei bandi e nella contrattualistica;
  • presenza di azioni di miglioramento con baseline, target, responsabile e scadenza.

6. Articolazione del documento di Bilancio di Genere

La struttura del documento deve essere stabile, leggibile e comparabile. Le sezioni successive sono coerenti con la struttura di lavoro allegata e con la logica della piattaforma digitale.

Sezione Contenuto atteso
Executive summary Sintesi di massimo due pagine con 3-5 indicatori chiave, evidenze principali e messaggio alla cittadinanza.
Introduzione e metodologia Quadro normativo, modello teorico, obiettivi strategici dell’ente, fonti, limiti e responsabilità.
Parte I – Analisi di contesto esterno Dati territoriali e socio-economici: demografia, istruzione, lavoro, reddito, servizi 0-6, sociale, conciliazione, sicurezza, cultura e sport.
Parte II – Contesto interno dell’ente Organi politici, personale, partecipate, cultura organizzativa, HR, crescita, equità retributiva, genitorialità e conciliazione.
Parte III – Appalti pubblici Clausole di parità, criteri premiali, imprese certificate, valore economico degli appalti sensibili al genere.
Parte IV – Politiche e riclassificazione del bilancio Mappatura delle politiche, classificazione della spesa diretta, indiretta, neutra, note metodologiche e raccordo con bilancio/rendiconto.
Risultati e impatti Lettura degli indicatori, confronto triennale, gap rilevati, commento sui trend e sulle aree critiche.
Conclusioni e piano di miglioramento Sintesi dei divari, obiettivi di performance triennali, baseline, target, azioni, tempi e responsabili.

6.1 Collegamento con la programmazione

Per evitare che il Bilancio di Genere resti un documento isolato, le evidenze devono essere tradotte in obiettivi e azioni negli strumenti ordinari. Ogni obiettivo di miglioramento deve indicare: baseline, target, scadenza, responsabile, fonte dati, risorse associate e modalità di monitoraggio. Le azioni devono essere classificate per area tematica e collegate alla riclassificazione della spesa.

7. Raccolta dati su piattaforma digitale

La piattaforma digitale è il canale unico per la compilazione, la validazione, il calcolo degli indicatori e la generazione di report standardizzati. I Comuni inseriscono i dati previsti; i dati ISTAT e MEF già disponibili sono precaricati o integrati tramite feed, dataset o API e associati al Comune/anno di riferimento.

7.1 Flusso di compilazione

Fase Attività Responsabile
1. Precaricamento La piattaforma carica dati ISTAT/MEF e altre fonti ufficiali disponibili per Comune e anno. Amministratore piattaforma
2. Compilazione Il Comune inserisce i campi della griglia non disponibili da fonte esterna. Referenti comunali per ufficio
3. Controllo Verifica completezza, formato, valori anomali, coerenza temporale, denominatori e duplicati. Referenti Piattaforma
4. Validazione L’ufficio responsabile conferma il dato; il referente di progetto valida il dataset per la pubblicazione interna. Data owner e referente BdG
5. Reporting Tabelle, grafici alimentano il documento di Bilancio di Genere. Piattaforma e gruppo redazionale

CONCLUSIONI E PIANO DI MIGLIORAMENTO

La redazione del presente Bilancio di Genere rappresenta un punto di svolta per la capacità programmatoria del nostro Comune. L’analisi condotta ha permesso di sollevare il velo su dinamiche strutturali che, pur spesso invisibili, condizionano profondamente la qualità della vita delle cittadine e l’efficacia dell’azione amministrativa. Il piano di azione che segue non è una semplice lista di buoni propositi, ma un’articolazione logica di interventi correttivi basati sulle criticità emerse: dalla persistente segregazione verticale negli uffici comunali, alla necessità di potenziare i servizi per la prima infanzia per liberare tempo di vita, fino alla necessità di estendere la cultura delle pari opportunità lungo tutta la filiera degli appalti pubblici. L’approccio dell’Ente per il prossimo triennio si fonda su un impegno costante verso il monitoraggio dei dati, l’allocazione efficiente delle risorse e la consapevolezza che ogni euro speso deve essere valutato per il suo impatto potenziale sull’equità. Solo attraverso un miglioramento continuo e una visione integrata delle politiche, il Comune potrà trasformare le attuali asimmetrie in opportunità concrete di crescita per l’intera comunità, garantendo che nessuno sia lasciato indietro e che il genere smetta di essere un fattore di disparità nelle traiettorie di vita individuali.

  • 1. Raggiungimento del 40% di presenza femminile nei ruoli dirigenziali/apicali:

    Obiettivo di Performance: Attuare una politica attiva di valorizzazione dei talenti femminili interni per colmare il gap nelle posizioni di alta responsabilità.

    Sintesi dei Divari rilevati: Attualmente, solo il 33% delle posizioni apicali è occupato da donne, a fronte di una forza lavoro comunale che vede il 68% di presenza femminile.

    Intervento Operativo Suggerito: Revisione dei criteri di selezione per le progressioni verticali, introduzione di percorsi di mentoring per le posizioni di middle-management e obbligo di formazione alla leadership inclusiva per tutti i dirigenti.

    KPI di Monitoraggio Triennale: Percentuale di donne in posizioni dirigenziali (Target: 40% entro 36 mesi).

  • 2. Inserimento al 100% di clausole di parità negli appalti sopra soglia:

    Obiettivo di Performance: Utilizzare il potere d’acquisto dell’Ente come leva per promuovere la parità di genere nel tessuto imprenditoriale locale.

    Sintesi dei Divari rilevati: Nonostante l’incremento, non tutti i bandi sopra soglia includono attualmente criteri premianti vincolanti per la parità di genere.

    Intervento Operativo Suggerito: Standardizzazione di un set di clausole sociali obbligatorie in ogni capitolato d’appalto e creazione di un albo di fornitori “gender-certified”.

    KPI di Monitoraggio Triennale: Percentuale di bandi sopra soglia con clausole di parità incluse (Target: 100%).

  • 3. Azzeramento del gap salariale di genere sulle indennità accessorie:

    Obiettivo di Performance: Garantire l’equità retributiva reale all’interno dell’amministrazione eliminando le disparità nell’attribuzione di incentivi e premi di risultato.

    Sintesi dei Divari rilevati: È stato rilevato un divario retributivo di genere, seppur contenuto (2,1%), che richiede un intervento correttivo immediato.

    Intervento Operativo Suggerito: Revisione annuale dei criteri di erogazione della remunerazione variabile, rendendoli oggettivi, trasparenti e depurati da bias di genere.

    KPI di Monitoraggio Triennale: Differenziale retributivo medio sulle indennità accessorie (Target: 0% entro 36 mesi).

  • 4. Potenziamento del welfare di conciliazione per il personale:

    Obiettivo di Performance: Migliorare il work-life balance dei dipendenti per favorire la permanenza lavorativa e il benessere organizzativo.

    Sintesi dei Divari rilevati: L’utilizzo dei congedi di paternità è ancora parziale (55% vs 100% potenziale), segno di una permanenza di modelli culturali tradizionali.

    Intervento Operativo Suggerito: Campagna di sensibilizzazione interna sulla paternità attiva, estensione dei giorni di smart working post-congedo e potenziamento della banca delle ore.

    KPI di Monitoraggio Triennale: Tasso di utilizzo dei congedi di paternità da parte dei dipendenti uomini (Target: 100%).