Analisi del Bilancio di Genere: Relazione Tecnica

La presente relazione analizza lo stato della parità di genere all’interno dell’Amministrazione e sul territorio comunale, basandosi sui dati quantitativi e qualitativi raccolti nel modulo di rilevazione del 23 aprile 2026. L’analisi segue i principi del gender mainstreaming e le linee guida nazionali per il bilancio di genere negli enti locali.

1. Sintesi delle politiche e della strategia dell’Ente

L’Amministrazione ha strutturato la propria azione politica in coerenza con il quadro normativo nazionale (D.Lgs. 198/2006) e internazionale (Obiettivo 5 dell’Agenda 2030 ONU). La strategia si fonda su quattro pilastri fondamentali:

  • Promozione dell’occupazione femminile e dell’imprenditoria locale.
  • Potenziamento dei servizi di conciliazione vita-lavoro, con particolare attenzione agli asili nido e al welfare aziendale.
  • Contrasto attivo alla violenza di genere attraverso il sostegno al Centro Antiviolenza locale.
  • Integrazione della prospettiva di genere nei processi amministrativi (clausole di parità negli appalti e linguaggio inclusivo).

La metodologia di riclassificazione della spesa adottata distingue correttamente tra interventi “direttamente inerenti” (es. Centro Antiviolenza), “indirettamente sensibili” (es. servizi educativi e trasporto pubblico) e “neutri” (es. gestione del debito), permettendo un monitoraggio puntuale dell’impatto del bilancio sulle differenze di genere.

2. Analisi del contesto demografico e del mercato del lavoro

I dati ISTAT evidenziano una popolazione composta per il 51,67% da donne e per il 48,33% da uomini. Dall’analisi statistica emergono alcuni squilibri significativi:

  • Stato civile e fragilità: Si rileva un forte squilibrio nel dato relativo alla vedovanza: 386 donne vedove contro soli 79 uomini. Questo divario (superiore al 300%) indica una maggiore esposizione della popolazione femminile anziana a rischi di solitudine e potenziale vulnerabilità economica.
  • Istruzione: Le donne presentano livelli di istruzione superiore più elevati rispetto agli uomini. In particolare, le donne con titoli post-laurea sono 304, a fronte di 198 uomini (un divario del 34,8% a favore delle donne).
  • Occupazione: Nonostante i livelli di istruzione più alti, il tasso di occupazione femminile (82,63%) rimane inferiore a quello maschile (86,62%). In termini assoluti, gli uomini occupati sono 1.346 contro 1.088 donne.
  • Inattività: Le donne inattive (157) superano gli uomini inattivi (147), confermando la persistenza di barriere all’ingresso nel mercato del lavoro, sebbene il divario sia contenuto sotto la soglia critica del 10%.

3. Analisi dell’organizzazione interna e del personale comunale

L’Ente mostra una forte presenza femminile nell’organico, ma con dinamiche di segregazione verticale tipiche delle pubbliche amministrazioni italiane:

  • Composizione dell’organico: Il 68% del personale dipendente è composto da donne, un dato molto positivo che riflette la capacità attrattiva dell’Ente verso il genere femminile.
  • Segregazione verticale: Nonostante la maggioranza numerica, le donne ricoprono solo il 33,3% dei ruoli dirigenziali/apicali. Esiste quindi uno squilibrio di oltre il 34% tra la presenza totale femminile e la rappresentanza nei vertici decisionali (il cosiddetto “soffitto di cristallo”).
  • Progressioni di carriera: Il dato sulle promozioni/progressioni vede le donne al 62%, coerente con la composizione dell’organico, indicando una buona dinamicità nei percorsi di crescita intermedi.
  • Conciliazione: L’utilizzo dello smart working (fino a 8 giorni/mese) e la banca delle ore sono strumenti attivi, ma il dato sull’utilizzo dei congedi di paternità (55%) indica che il carico di cura rimane ancora prevalentemente sbilanciato sul genere femminile.

4. Valutazione delle politiche attive e gestione finanziaria

L’analisi delle politiche attive (risposte Sì/No) e dei dati di bilancio mostra un impegno concreto e strutturato:

  • Risorse dedicate: Lo stanziamento di 12.000 € annui per le attività del CUG e l’inserimento di obiettivi di genere nel PEG per i dirigenti dimostrano che la parità non è solo dichiarata, ma supportata da strumenti gestionali.
  • Appalti e fornitori: L’integrazione di clausole di parità nell’85% delle procedure di gara e l’elevato valore economico degli appalti sensibili al genere (91%) rappresentano un’eccellenza nell’utilizzo della leva degli acquisti pubblici per promuovere l’equità.
  • Servizi all’infanzia: La copertura dei nidi al 36,5% supera l’obiettivo europeo di Barcellona (33%), costituendo un fattore abilitante fondamentale per l’occupazione femminile territoriale.
  • Lacune rilevate: L’unica politica attiva non ancora implementata riguarda la valorizzazione della genitorialità come risorsa professionale (es. programmi per il rientro dalla maternità come master di competenze), come indicato nella risposta 3.11.3.

5. Osservazioni e raccomandazioni

Sulla base dei dati analizzati, si suggeriscono le seguenti azioni prioritarie per il prossimo triennio:

  • Superamento del soffitto di cristallo: Implementare percorsi di mentoring e leadership femminile mirati a colmare il divario tra la presenza totale di donne (68%) e la quota di dirigenti (33,3%), puntando all’obiettivo dichiarato del 40%.
  • Promozione della genitorialità condivisa: Avviare campagne di sensibilizzazione interne per incrementare l’utilizzo dei congedi parentali e facoltativi da parte dei padri, per riequilibrare i carichi di cura e ridurre l’impatto della maternità sulle carriere femminili.
  • Valorizzazione della genitorialità: Colmare la lacuna rilevata nel punto 3.11.3 attivando percorsi formativi (es. “Maternity as a Master”) che riconoscano le competenze trasversali (soft skills) acquisite durante i periodi di congedo.
  • Monitoraggio del gap retributivo accessorio: Sebbene il divario retributivo globale sia dichiarato al 2,1%, è necessario un monitoraggio specifico sulle indennità accessorie e sui premi di risultato per garantire che la distribuzione dei carichi di lavoro straordinario o dei progetti speciali non penalizzi chi usufruisce di misure di flessibilità.
  • Supporto alla popolazione anziana femminile: Visto l’elevato numero di donne vedove (386), potenziare i servizi di assistenza domiciliare e i centri di aggregazione per prevenire l’isolamento sociale e la povertà relativa in questa specifica fascia di popolazione.